Voi, una risorsa per oggi e domani

“Diversamente giovani”. Così li definisce Stefano Bicocchi, in arte Vito, ospite e spettatore interessato dell’Assemblea nazionale Cna Pensionati 2016. Lui, attore comico, ma anche cuoco provetto, conduce un programma televisivo di cucina sul canale Gambero rosso di Sky che ha lo stesso titolo di un libro scritto con  tutti i suoi familiari, anziani genitori compresi, alle prese con i fornelli e con l’arte della vita.  Per gli ‘over’, non a caso, Vito nutre grande rispetto e, abbandonando la sua tradizionale vena comica, ci spiega perché.

D. Qual è il ruolo degli anziani oggi in base anche alla sua esperienza di vita?

R. Il ruolo è fondamentale e non potrebbe essere diversamente. Io ho i genitori anziani, ci sto benissimo e quando tutti i giorni vado da loro a mangiare imparo qualcosa.

D. Oggi l’Italia è in grande difficoltà: sembra si sia prodotta una frattura, purtroppo anche culturale, fra giovani e anziani. Non crede che ciò rappresenti un grosso pericolo e che invece i valori dei nonni andrebbero recuperati con forza?

R. Certamente. Anzi. Andrebbero messi nei libri di storia. Li abbiamo dimenticati, forse non li abbiamo mai considerati fino in fondo. Abbiamo trattato molte volte gli anziani delle persone un po’ “rompi”. E invece no. Sono proprio loro che ci insegnano le cose più importanti. Io credo davvero che sia meglio sapere cosa facevano le persone 50 anni fa per mangiare piuttosto il come e il perché Giulio Cesare passò il Rubicone. L’insegnamento vero viene dalle persone che certe cose le hanno veramente vissute.

D. Lei viene da una regione come l’Emilia Romagna che può ben essere definita la terra delle piccole imprese e dell’artigianato. Qual è a tuo avviso, oggi, il valore dell’artigianato?

R. Se l’Italia è ancora in piedi, se resiste ancora nonostante tutto, è perché ci sono le piccole e medie imprese e gli artigiani. Sono loro l’anima vera della struttura lavorativa e produttiva italiana. Senza di loro saremmo senz’altro ancora più in basso, se possibile.

D. Vito lei è stato ospite dell’Assemblea di Cna Pensionati e ha vissuto il racconto di questa associazione direttamente dalla voce dei pensionati padri fondatori. Ha ascoltato l’orgoglio e il senso di appartenenza che essi avevano. Ma oggi siamo nell’era della disintermediazione e le associazioni hanno perso quell’appeal, quello smalto di un tempo. Lei lavora e scrive libri nel settore della gastronomia, che ne pensa di questa attitudine a credere più alle stelline dell’uomo qualunque piuttosto che al parere di un esperto?

R. Io credo che oggi l’uomo medio dovrebbe fare un bagno di umiltà e provare a fare un passo indietro. Ritornare, insomma, ad atteggiamenti e valori che ci insegnarono i nostri nonni. Gli italiani sono diventati tuttologi e questo non va bene. In nessun campo. Occorrerebbe tornare a riconoscere l’importanza dell’esperto. I racconti che ho ascoltato dai padri fondatori della Cna sono pieni di una saggezza, sagacia, senso del futuro e sensibilità che oggi va recuperata. Qui c’è l’anima di un’Italia che può cambiare. Queste persone hanno 90 anni ma dentro di loro c’è una giovinezza, un’intraprendenza di pensiero e una volontà di cambiamento che i ventenni non hanno. Quando si danno giudizi su cose o in campi in cui non si è preparati bisognerebbe aggiungere la postilla ‘gusto mio personale’ e non dare per scontato che sia la realtà assoluta.

di Livia Pandolfi 

Vito al CFO di San Giovanni in Persiceto

Vito al CFO di San Giovanni in Persiceto

Vito a SanGiovanni in Persiceto

Vito a San Giovanni in Persiceto